Nella
mia riscoperta dei classici, dopo la raccolta dei romanzi di Verne,
ho comprato anche quella di H.G. Wells che contiene titoli
celeberrimi come La macchina del tempo, L'isola del Dottor Moreau e
L'uomo invisibile.
Be', ne sono rimasta delusa, lo stile di Wells non
mi ha proprio conquistata. Le sue idee, strepitose per l'epoca,
perdono fascino in una narrazione poco appassionante, in personaggi
senza storia né personalità che servono solo all'azione che manda
avanti la trama e sembrano non avere pensieri, carattere, sentimenti,
tanto che sarebbero intercambiabili da un romanzo all'altro.
Mi pare
che Wells si sia accontentato di inventare un soggetto originale e
abbia pensato che bastasse quello a stupire il lettore. Accidenti un
uomo invisibile! Caspita un viaggio nel tempo! Ma a parte l'idea
inziale, il resto è noia, purtroppo, e si legge come una cronaca
distaccata. Pagina dopo pagina aspettavo di entrare nel vivo della
lettura, alcuni romanzi ci mettono un po' a coinvolgere, ma era come
stare seduta su un treno che non partiva mai e alla fine sono scesa
senza aver lasciato la stazione.
Devo ancora leggere La guerra dei mondi, chissà che non mi faccia cambiare idea.
A
sorprendermi, invece, è stato un vecchio volumetto ingiallito
ricevuto in regalo, La fantascienza delle origini, che era il
supplemento speciale della rivista Robot che usciva negli anni
Settanta, poi riaperta nel 2003.
Gli undici racconti che compongono il volume sono stati
pubblicati tra i 1926 e il 1945 su celebri riviste di fantascienza
americane dell'epoca, come Amazing stories e Wonder stories, e
ripresi dalla pubblicazione italiana in questa antologia da mille
lire – già quel L.1000 sulla copertina è un nostalgico viaggio
nel tempo.
A dir la verità, prima di sfogliare queste pagine con
cautela per non rovinare la fragile rilegatura, mi aspettavo di
leggere racconti di una fantascienza un po' ingenua, pieni di quelli
che poi sarebbero diventati gli stereotipi del genere. Mi sbagliavo
di grosso, anzi di grossissimo! Ho divorato i racconti uno dopo
l'altro con meraviglia crescente sia per lo stile che per le idee e,
ogni volta che credevo di aver intuito dove l'autore volesse andare a
parare, sono rimasta stupita dall'originalità con cui mi ha
contraddetta. È stata una sorpresa più che piacevole, insomma,
scoprire quanto fossero moderni e geniali questi autori, mentre oggi,
nell'era degli smartphone e di Internet, manchiamo di fantasia. Che
sogni incredibili facevano! E come sapevano raccontarli bene!
Il
bello poi è che non si parla solo di astronavi e civiltà aliene, ma
di realtà alternative, di rischi del progresso, di ambizioni e
fallimenti, ma soprattutto di umanità, di comportamenti che
riconosciamo e di meccanismi sociali che non cambiano né sulla Terra
del futuro né su nuovi mondi. Ogni racconto mi ha appassionata in
modo differente e i due che mi sono piaciuti di più sono L'asteroide d'oro e L'eremita degli anelli di Saturno, ma ve li elenco tutti perché vale la pena leggerli e magari riuscite a trovarli in
qualche raccolta o sul web.
- L'avvento del ghiaccio di G.Peyton Wertenbaker
- Fuori dal sub-universo di R.F.Starzi
- L'asteroide d'oro di Clifford D,Simak
- L'isola degli irragionevoli di Edmond Hamilton
- L'ambasciatore di Davy Jones di Raymond Z.Gallun
- Cerchio uguale a zero di Stanley G.Weinbaum
- Le Terre Morte di Jack Williamson
- L'eremita degli anelli di Saturno di Neil R.Jones
- Lassù di Donald A. Wollheim
- Quasi umano di Robert Bloch
- L'entità di Murray Leinster

Devi provare il grande Isaac Asimov!
RispondiEliminaVero, ce l'ho in lista
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