Qualche
anno fa, per un certo periodo ho frequentato i blog di aspiranti
scrittori. Avevo appena aperto il mio piccolo Scritti a Penna e
volevo imparare da chi era più esperto, capire meglio come funziona
quel mondo. Dopo l'entusiasmo iniziale, alimentato da alcune scoperte
interessanti, mi sono resa conto che non era un club di cui
desideravo far parte. Ma di questo vi parlerò un'altra volta perché
è un'esperienza da raccontare per bene.
Per
ora vi basti sapere che qualche conoscenza di quel periodo è ancora
tra i miei contatti su Facebook anche se sono “uscita dal giro”
perciò mi capita di leggere quello che condivide. Una volta, uno di
questi aspiranti scrittori ha pubblicato una foto del suo romanzo
sullo scaffale di una sua lettrice commentando: “Che soddisfazione
vedere il proprio libro tra X e Y!” – sostituite voi X e Y con i
nomi di due scrittori famosi perché non me li ricordo, ma sparate
alto, tipo Manzoni e Ken Follett – e poi il post autocelebrativo
andava avanti. Tutto questo entusiasmo dell'autore per quella foto mi
ha lasciato un po' perplessa perché se da un lato capisco che è
bello sapere che qualcuno ha il tuo libro sullo scaffale, dall'altro
la posizione è irrilevante perché non è una classifica. Chi tiene
i volumi nella propria libreria in ordine di merito?
Io,
per esempio, li divido per genere: viaggi, thriller, scienza,
fantascienza, fiabe, biografie, classici...
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| la libreria del mio salotto |
Qualcun altro, come Seli che ha un blog di lettura, li ordina per colore con un effetto scenografico strepitoso, ma è anche una scelta impegnativa perché quando stai cercando un particolare titolo devi ricordarti il colore della copertina. I più precisi li sistemano per altezza, altri in ordine alfabetico per autore o per titolo. Ognuno ha il suo metodo e stile.
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| la libreria di Seli |
In ogni caso, non ho mai sentito di qualcuno che li tenesse in ordine di apprezzamento anche perché significherebbe avere uno scaffale per i libri brutti, qualcuno li conserva? I libri che non mi sono piaciuti finiscono donati ad associazioni o biblioteche, rivenduti nelle librerie dell'usato o nei regali da riciclare a Natale; comunque, mai buttati nella spazzatura perché gettare nei rifiuti un libro, per quanto brutto possa essere, mi pare sempre un sacrilegio.
Be' a casa vostra come sono ordinati i libri?


L'organizzazione di partenza era per argomenti, la più ovvia, ma con il passare del tempo la libreria si è accatastata di volumi diventando una grande pila LIFO (wikipedia è tua amica, se non sai si cosa stia parlando :) ) tanto che si è strutturata parallelamente alla memoria: se è sopra me lo ricordo, se serve un carotaggio per trovarlo allora me lo ricordo poco ed è molto tempo che non lo sfoglio. Infine, le prospezioni geologiche di solito mi riservano inaspettate ma gradite sorprese.
RispondiEliminaAh, già, dimenticavo: i libri degli aspiranti scrittori. sono in una pila pure loro, dentro al sacchetto verde dell'umido.
Ué sono una contabile, lifo e fifo sono il mio pane!
EliminaSei un po' confuso sulla raccolta differenziata: per quanto assimilabili a materiale organico (per dirla da signora) i libri brutti al limite vanno nel bidone della carta :)